L’interazione meccanica fra parti di un corpo o di un corpo con l’ambiente circostante viene descritta mediante forze. Si considerano due tipi forze: forze di volume, che agiscono all’interno del corpo, e forze di superficie, che sono esercitate attraverso una superficie. Per l’ipotesi di continuità, come fatto per la massa, anche per le forze si postula l’esistenza di campi vettoriali che consentono di calcolare la risultante di tutte le forze agenti sul corpo
\begin{equation}
\func{\vec{R}}{\body} = \int_{\body} \vec{b} \, dv + \int_{\partial\body} \vec{t} \, ds \,,\tag{2.1.4}
\end{equation}
e il momento risultante (rispetto all’origine) delle forze agenti
\begin{equation}
\func{\calvec{M}}{\body} = \int_{\body} \vec{x} \times \vec{b} \, dv + \int_{\partial\body} \vec{x} \times \vec{t} \, ds \,.\tag{2.1.5}
\end{equation}
dove \(\partial\body\) denota il contorno di \(\body\) e quindi una superficie, \(\vec{b}\) e \(\vec{t}\) denotano due campi vettoriali che verranno meglio descritti nel seguito e che rappresentano, rispettivamente, una densità di forza di volume o, semplicemente, forza di volume e una densità di forza di superficie che verrà chiamata trazione.
Subsubsection 2.1.3.2 trazione
La trazione deriva dal contatto fisico tra corpi. Il contatto può avvenire attraverso il contorno
\(\partial\body\) del corpo ed in questo caso si avrà una trazione
esterna. Oppure, come discuteremo più diffusamente nel seguito, può avvenire attraverso una superficie ideale passante all’interno di un corpo, in questo caso si parlerà di trazione
interna. Introduciamo quindi una definizione formale della trazione che ci consetirà di specificare la dipendenza di tale campo vettoriale.
Dato un punto \(\vec{x}\) del corpo posto all’interno o sulla frontiera di \(\body\text{,}\) e data una famiglia di superfici \(\func{\Gamma_{\delta}}{\vec{x}}\) passanti per tale punto tali che \(\func{a}{\func{\Gamma_{\delta}}{\vec{x}}}=\int_{\Gamma_\delta}ds \rightarrow 0\) se \(\delta \rightarrow 0\text{,}\) si assume l’esistenza di un campo vettoriale \(\func{\vec{t}}{\vec{x}, \Gamma_{\delta}}\) così definito
\begin{equation}
\func{\vec{t}}{\vec{x},\Gamma_{\delta}} = \lim_{\delta \to 0} \frac{\func{\vec{F}}{\func{\Gamma_{\delta}}{\vec{x}}}}{\func{a}{\func{\Gamma_{\delta}}{\vec{x}}}} \,,\tag{2.1.7}
\end{equation}
dove \(\func{\vec{F}}{\func{\Gamma_{\delta}}{\vec{x}}}\) è una forza di superficie agente sull’area \(\func{\Gamma_{\delta}}{\vec{x}}\text{.}\) \(\func{\vec{t}}{\vec{x}, \Gamma_{\delta}}\) prende il nome di vettore di trazione dipendente non solo da \(\vec{x}\) ma anche anche dalla famiglia di superfici passante per \(\vec{x}\text{.}\)
Un’opportuna definizione di tale dipendenza, elaborata da Cauchy, conduce alla nozione di
tensore della tensione di Cauchy.